Porto Turistico Xifonio Augusta: ormeggiare in sicurezza fra le bellezze di Sicilia

  • 11 Giugno 2019
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Un altro marina all'avanguardia protetto dai parabordi InMare

Il Porto Turistico Xifonio Augusta con i suoi 43.150 mq di specchio acqueo, 800 mt di banchine, 370 mt di pontili e 254 posti barca nasce con l'ambizioso obiettivo di diventare il primo, grande, porto turistico riservato alle navi da diporto del Mediterraneo. Lo scalo, sito in provincia di Siracusa fra le bellezze della Sicilia Orientale, rappresenta un collegamento con luoghi famosi in tutto i mondo: Malta, la Grecia, i paesi del nord Africa ma anche per le Isole Eolie ed Egadi. In vista della prossima stagione estiva, InMare, che ha fornito al marina i parabordi da pontile, ha intervistato il portavoce della società Porto Xifonio Augusta, Alfio Fazio.
 SISTEMA ZERO parabordo marina guida palo
Buongiorno Dott. Fazio e grazie di essere qui con noi di InMare. Cominciamo subito con la nostra intervista. Ad oggi nel sud-est della Sicilia i porti turistici si possono contare sulle dita di una mano. Il Porto Xifonio Augusta è un porto di nuova costruzione, che ha aperto all'ormeggio a maggio 2018.  Quale è stata la motivazione, l'idea dietro a questo progetto?
 
Buongiorno a voi. Il progetto della costruzione del Porto Xifonio Augusta prende vita 20 anni fa quando le condizioni erano totalmente diverse. Nella Sicilia Orientale all'epoca non c'era un vero e proprio porto turistico: solo a Catania un piccolo deposito di barche. Nulla a che vedere con un marina attrezzato per l'ormeggio. Per tutto questo tempo abbiamo portato avanti la nostra idea con tenacia e determinazione. Dopo 16 anni e 4 mesi abbiamo ottenuto le autorizzazioni che ci servivano per la costruzione del porto, ma per varie questioni burocratiche abbiamo dovuto rivedere il progetto originario. I lavori sono cominciati il 13 Luglio del 2015, ma tre mareggiate in due anni hanno di fatto buttato giù tutto. A quel punto sarebbe stato da pazzi proseguire. Ci siamo fermati, ci siamo guardati. Il progetto stava in piedi,si, ma di fatto non saremmo riusciti in due stagioni a completare la banchina senza i frangiflutti che ci avevano fatto precedentemente togliere. Dopo sette mesi ci hanno dato l’autorizzazione a procedere e abbiamo gettato 50mila metri cubi di roccia per costruire i frangiflutti.
 
Insomma, tanti ostacoli sul vostro percorso: eventi distruttivi come grandi mareggiate, infiniti cavilli burocratici. Ma voi siete andati avanti...
 
Eventi eccezionali che ci hanno fatto mettere in discussione tutto quello che avevamo fatto. Era il periodo post Monti: il Governo alimentava l’idea che tutti i mali dell’Italia fossero da ricercare nell’evasione fiscale e che questa si trovasse principalmente nei porti turistici, dando il colpo di grazia alla nautica italiana, un malato già agonizzante. Ora la situazione si sta pian piano risollevando, anche se ci sono parecchi porti turistici ancora in sofferenza. La nostra idea è sempre stata quella di differenziarci tenendo alto il livello del Porto Xifonio Augusta: il nostro target sono i super e mega yacht (max 90 mt). Le statistiche parlano chiaro: per barche inferiori a 20 mt ci sono già troppi porti turistici e c’è troppa concorrenza. Per i porti d'eccellenza la richiesta c'è. È però fondamentale fornire servizi di alto livello e curare tutto, anche le piccolezze. La riduzione delle spese è fondamentale per poter sopravvivere e avere un bilancio in pari, ma non si può lesinare sulla qualità.
 
Parliamo delle caratteristiche tecniche del Porto Xifonio Augusta. Che tipo di pontili montate?
 
Li abbiamo costruiti con un progetto spagnolo: a galleggiamento continuo con dei pali infissi, armatura in acciaio e cemento ad alta resistenza. Subiscono solo l’escursione marittima e non quella orizzontale delle onde. Per evitare i problemi con la poseidonia dei nostri fondali, abbiamo messo dei pali come ormeggi. Come sa, le ancore dei natanti, quando non vengono rimosse con cautela dal fondale costiero, strappano ciuffi di poseidonia riducendone le funzioni di prezioso ecosistema. Da noi niente ancora e gavitello: ci si appoggia ai pali. Con un sistema di fender circolari la barca non sbatte ma ruota intorno al palo. Ancora più semplice per chi non è molto pratico. Abbiamo un fondale di tutto rispetto: da minimo 3 metri fino a 6 metri, il che permette l’ormeggio a barche di una certa importanza.
 
Porto Pixa_Sistema Zero
Sempre nel rispetto dell'ambiente. Sembra un punto che vi sta molto a cuore...
 

Di fatto il golfo Xifonio è ricco di Poseidonia. Dopo l'accordo sui frangiflutti, in collaborazione con l’Università di Palermo abbiamo spiantato più di 3mila metri di poseidonia e li abbiamo ripiantate in una zona adiacente al porto, circoscritta con delle boe. Qui ci sono controlli da parte dell’ARPA e da parte nostra con telecamere e sommozzatori. Per tre anni, secondo l'accordo di programma, dobbiamo monitorarla: se attecchisce meno del 30% dobbiamo ripiantarla fino ad un controllo di 5 anni. Fortunatamente sta attecchendo bene.
 
Vista questa attenzione per l’ambiente, sarà stato contento di sapere che i prodotti nautici InMare sono atossici.
 
Direi proprio di si, i prodotti InMare sono decisamente in linea con i nostri obiettivi ambientali.
 
Come ci avete conosciuto? Quale prodotto cercavate e che avesse quale scopo?
 
Siamo arrivati ai vostri prodotti tramite ricerca internet, ma soprattutto tramite raccomandazioni.
Diamo una grande importanza all'ormeggio sicuro: nel nostro porto c'è facilità d'entrata e di uscita e i pali che abbiamo installato facilitano l'approdo. Molti armatori hanno preferito il nostro porto ad altri, anche a fronte di un impegno economico maggiore, proprio per questi motivi. Cercavamo quindi un prodotto che potesse ammortizzare bene le barche per non far toccare e graffiare le carene di queste contro il cemento delle nostre banchine. Ma soprattutto un prodotto particolare che potesse coprire le staffe (o le cravatte, come le chiamo io) dei guida pali. Abbiamo optato per il vostro parabordo Sistema Zero. Inizialmente pensavamo di installarne uno più spesso e più grande, per coprire tutto il guida palo, ma abbiamo scelto voi. Il vostro profilo modulare ci era sembrato da subito compatto e flessibile, ma anche robusto.
 
Come li avete montati?
 
Con doppie viti autoperforanti in acciaio inox: è stata una installazione molto semplice.
 
Ora che avete installato i nostri Sistema Zero, quale riscontro ci date?
 

Per ora hanno incontrato le nostre esigenze al 70%, ma è un’installazione estremamente recente. La sua flessibilità lo rende sicuramente adatto a proteggere la parte esterna dei guida-palo, che spesso rappresentano un intralcio alle manovre di ormeggio. Ora stiamo cercando di capire come metterli in verticale nella parte sottostante la struttura in acciaio per garantire ammortizzazione a chi ha la spiaggetta. Vi faremo sapere.
 
Certo, siamo sempre interessati ai consigli dei nostri Clienti, ci aiutano a crescere e migliorare. Forti della vostra esperienza, cosa potete dirci dei parabordi per marina InMare?
 
Sono accessori nautici di qualità e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La nostra intenzione è tenere alcuni dei vostri parabordi in E.V.A. in esposizione per farli toccare con mano ai nostri diportisti. Gli armatori mi hanno chiesto più volte di poter utilizzare diversi tipi di parabordi in gomma. Ma noi conosciamo l'importanza di un buon ormeggio: vogliamo che si utilizzi un solo tipo di protezione, che garantisca le stesse prestazioni con il passare degli anni. È una questione di sicurezza, ma anche di concordanza estetica. E i vostri prodotti sono innovativi e solidi, ma anche di design.
 
Di sicuro abbiamo in comune l'attenzione verso i particolari. Ci parli delle altre caratteristiche del porto. Che cosa offre il vostro marina?
 
Stiamo costruendo le banchine con la Giuggiulena, pietra giallastra e porosa (ndr. pietra arenaria proveniente dalle cave in provincia di Siracusa) mista alla pietra bianca locale, che non attrae il calore. Nelle fessure abbiamo messo un prato particolare che si nutre di acqua di mare. I visitatori quando scendono sulle nostre banchine se ne innamorano: non c’è bisogno di mettersi le ciabatte, si scende a piedi nudi senza scottarsi i piedi anche in pieno agosto. Il porto ha un buon riflusso d’acqua per cui non abbiamo problemi di stagnazione. Abbiamo un laghetto naturale che funge da vivaio per i pesci locali. E stiamo man mano curando vari angolini.

Porto Xifonio Augusta
Per quel che riguarda le varie costruzioni, abbiamo puntato a standard elevati: ristorante e clubhouse sono in bioedilizia Wolf Haus classe AAA in acciaio e legno, rigorosamente antisismici e antidanno. Inoltre, grazie alle proprietà termiche del sistema costruttivo e all'isolamento degli involucri, abbiamo bassissimi valori di trasmittanza termica, il che garantisce un risparmio notevole di energia e una riduzione degli sprechi. Inoltre, se si esclude una piccola zona riservata per i grandi yacht pari a meno del 10% della struttura, tutto sarà aperto alla città senza oneri di sorta, vi saranno dei varchi attraverso i quali chiunque potrà godere degli spazi del marina. Tutte queste piccole, grandi attenzioni hanno riscosso vari apprezzamenti, in primis da parte di realtà come MPN Marinas, un'innovativa rete d'impresa che unisce le migliori marine, e Camper & Nicholson, leader nel mondo in tutte le attività riguardanti gli yacht di lusso. Ci hanno fatto i complimenti e si sono resi disponibili a collaborazioni.
 
A tutto questo si aggiunge la posizione strategica del Porto Xifonio Augusta...
 

Abbiamo una invidiabile, splendida posizione geografica: siamo a 90 miglia dalle isole Eolie e 90 da Malta, 250 miglia dalla Grecia. Siamo in mezzo al Mediterraneo. E a 15-20 minuti  di distanza dall’aeroporto di Catania, grazie alla nuova autostrada.
 
Vivete in una (meravigliosa) realtà locale che ambisce a diventare globale, come molti altri marina. Cosa è cambiato oggi nella cultura della gestione della nautica da diporto, e che cosa deve offrire un porto turistico contemporaneo?
 
Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una profonda crisi che ha interessato, naturalmente, anche il comparto turistico portuale italiano. Da una parte questo ha comportato la fuga di decine di migliaia di imbarcazioni da diporto verso mete transnazionali. Nel contempo a questo si è sommata la nascita di nuovi importanti e prestigiosi posti d’ormeggio i cui iter autorizzativi risalivano, come nel nostro caso, ad un periodo antecedente la comparsa di questi imprevedibili fattori. Il nostro management portuale si è quindi trovato nella necessità di cercare nuove opportunità di sviluppo: non basta offrire un buon prodotto, bisogna anche offrire un buon servizio. Oggi la nautica deve presentarsi al mondo e ai potenziali clienti presentando una nuova forma di accoglienza assimilabile a quella del villaggio turistico. Il Porto Xifonio Augusta, oltre a ristorante e bar, offrirà ai suoi diportisti una piscina semiolimpionica con 900 posti in tribuna, e una serie di attività commerciali che funzioneranno da cerniera con la città. Un marina deve porsi come un approdo turistico d'elitè che invita il Cliente a godere di tutte le bellezze del territorio circostante con cui il porto funziona da ponte di collegamento. Quest'anno ci aspettiamo un buon traffico di natanti sopra i 24 metri, e stiamo trattando varie richieste di turisti stranieri che passano usualmente la loro estate in Sicilia vivendo in barca. Ma è importante che il Governo, e da questo punto di vista il dialogo è aperto con Assomarina, ci metta in condizioni di poter lavorare con continuità e serenità. Il decreto Monti ha fatto scappare dall'Italia 40mila diportisti, un danno ancora non del tutto superato dagli scali turistici. Per fortuna la riforma del Codice (ndr. che ha statuito, tra l’altro, la rimozione dei limiti per l’iscrizione al Registro internazionale che, per i commercial yacht comporta significativi vantaggi fiscali, e l’introduzione di documenti semplificati per le navi e gli equipaggi) e il nuovo profilo fiscale hanno messo in campo regole più favorevoli al settore della navigazione da diporto. Una svolta nel settore della nautica c'è, ora bisogna impegnarsi a mantenere la giusta rotta.

Photo Credits/ Interview: Porto Xifonio Augusta

 

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